Ha appena compiuto gli 80 anni (13 febbraio) e ci ha lasciato ieri Nicolangelo Favia uno dei grandi arbitri romani che faceva immediato seguito di quell’epoca che vide salire sui ring della Capitale, d’Italia e di tutto il mondo nomi illustri come Nello Barrovecchio, Zannoni, Carabellese, Talarico, Aniello ed altri protagonisti di una categoria quasi d’èlite per la bravura e la padronanza della situazione in ogni frangente.
Di lui si sono perse le tracce, si fa per dire, a partire dal mondiale tra il sudafricano Mitchell e Londas in Francia. Dal 1989 in pratica diventa un pensionato della categoria, ma non lo si può lasciar perdere senza riconoscergli la validità e la bravura dimostrata in tante occasioni. Infatti dal 1989 entrerà a far parte della categoria, una sorta di Hall of Fame, di Arbitri Benemeriti.
Favia ci ha lasciato dopo aver festeggiato forse inconsciamente le nozze d’oro con lo sport che ha amato tanto e che ha continuato a seguire come Commissario di Riunione nel Lazio. Incredibile l’attaccamento di quest’uomo al dovere e nonostante una salute divenuta sempre più cagionevole difficilmente rinunciava ad una riunione a lui assegnata, facendone quasi una missione senza farsi problemi della distanza e delle difficoltà di viaggio.
Il vecchio e “borbottone” Nicola era amato da tutti i signori in camicia bianca e farfalla, che facevano a gara nell’aiutarlo a compilare moduli e ad espletare le sue funzioni di Commissario, non facile da convincere ma sempre pronto ad aiutare chi organizzava. Era un esteta del ring, gli piaceva la scherma che considerava la vera nobile arte, e ci descriveva i grandi campioni di questo sport con passione, come con altrettanta passione e fermezza aveva combattuto le scores machines, colpevoli per certi versi di aver dato un’impronta negativa alla boxe e soprattutto alla fantasia.
Sarà difficile adesso dalle prossime riunioni abituarsi all’idea di non vedere più tra noi Nicola, sempre pronto a far rigare con pignoleria tutte le cose nel verso giusto, a rimbrottare i giovani arbitri quando sbagliavano per addolcirsi immediatamente quando li vedeva avviliti. Il cordoglio della boxe italiana difficilmente riuscirà a trattenere qualche lacrima di nascosto. Addio Nicola lo sport che tanto hai amato e servito ti ringrazia dal più profondo del cuore.

