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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE FRANCO FALCINELLI

Caro Presidente
le Società affiliate stanno vivendo enormi difficoltà nella meritoria opera di promozione del pugilato. Difficoltà, dovute essenzialmente alla mancanza di risorse finanziarie, che impediscono il sereno svolgimento dell’attività pugilistica.
Sempre più difficile risulta, tra l’altro, trovare sponsorizzazioni o contributi per organizzare riunioni pugilistiche.
Tali difficoltà sono senza dubbio da imputare non ad una flessione dell’immagine del pugilato, che anzi ha ampliato il suo bacino di utenti e riscoperto sopite passioni, ma al momento che sta attraversando il nostro Paese nell’attuale scenario internazionale.
Per questo lo scrivente cerca ogni giorno di trovare, a livello regionale, valide soluzioni alternative che possano supportare il lavoro dei tanti tesserati, alleviandoli dai sacrifici giornalieri. Soluzioni che mirano alla ricerca di risorse ma non appesantiscano il bilancio federale già falcidiato dal taglio dei contribuiti CONI.
Per questo Le ho chiesto a più riprese di fornire il Comitato Regionale Lazio di metà dei proventi derivanti dall’ultimo corso di formazione per aspiranti tecnici e arbitri/giudici.
Proventi che serviranno ad acquistare del materiale sportivo da distribuire alle palestre ovvero a finanziare, nei limiti del possibile, alcune riunioni a carattere regionale organizzate dalle società.
Il corso in argomento può essere considerato, quindi, una delle tante soluzioni alternative ai soliti processi formativi ed utile al procacciamento di risorse per le società le quali, non dimentichiamolo, non ricevono più dall’agosto 2007 i contributi federali che, se pur modesti, costituivano un serio ristoro alla loro attività.
Eppure caro Presidente, sembrerebbe che qualcuno non abbia proprio digerito l’iniziativa sperimentale del corso e le sue meritevoli finalità. Come, peraltro, è già successo per analoghe iniziative lanciate da questo Comitato.
I motivi? Non riesco a comprenderli e provo ad ipotizzare. Forse perché quel qualcuno vive in un suo mondo utopistico, forse perché non è dotato di buone cognizione per comprendere una politica gestionale che sappia amministrare al meglio le risorse, motivare l’azione promozionale, premiando le società che producono di più e sapendo stare accanto a tutti gli affiliati nei momenti di difficoltà. O forse solamente perché teme un invasione in quel recinto in cui si esprimono personalismi ed interessi vari.
Per quanto mi concerne, ho deciso di implementare, anche se con un modesto apporto, quella metà dei proventi del corso – da Lei promessi con l’approvazione dell’ultimo Consiglio Federale – con la quota di circa 400,00 Euro derivante dalle docenze effettuate dallo scrivente durante il medesimo corso, nei vari sabato e domenica (quando magari quel qualcuno era a “proferir sapienza” peregrinando per l’Italia come il prode Ulisse peregrinò, tra le mille peripezie, per il mare nostrum!).
Il Presidente del C.R.L. e tutte le Società confidano su di Lei per una celere liquidazione di quanto maturato grazie al corso in argomento. Ma soprattutto sulla Sua capacità di far comprendere a quel qualcuno – se veramente esiste - che lo sport non si gestisce con mirabolanti parole, personalismo cinico e con la poco nobile capacità di defilarsi quando i tempi richiedono soluzioni a favore del sistema.
Soluzioni sostanziali e capacità di essere vicini al territorio non possono essere considerate opzioni ma necessità e parti fondamentali di un valido processo gestionale.
Cordiali Saluti

IL PRESIDENTE C.R.L.
Dr. Flavio D’Ambrosi