Quando pugilato e letteratura si combinano insieme, il risultato è suggestivo. Sabato mattina le due espressioni artistiche hanno avuto come scenario il ring dello Stadio Flaminio dove si sono alternati pugili, allenatori e giornalisti per interpretare brani tratti dalle opere di Pasolini, Jack London, Wacquant e la recente opera di Grossi “Pugni” in occasione del primo festival di letteratura sportiva, nella tappa dedicata al pugilato.
Una manifestazione organizzata dall’associazione culturale Trops, la Corsa di Miguel e il XX municipio, una vera e propria maratona letteraria a tappe.
La piccola palestra del Flaminio, che attualmente ospita il comitato regionale della Federpugilistica era gremita di studenti, e di rappresentanti delle storiche palestre romane che hanno ascoltato con attenzione la lettura di “Pugni” da parte del giovane Alessandro Marziali, campione italiano degli assoluti 2008 e campione italiano degli universitari che con intensità ha raccontato le vicende di due pugili adolescenti, “il Ballerino” e “la Capra”, due rivali che attraverso la passione per il pugilato, riescono a dare senso alla propria esistenza trovando quello slancio vitale loro negato al di fuori del ring. A seguire la lettura appassionata di “Storia burina” scritto rimasto incompiuto di Pasolini sulle storie di “Er paino” e “Er burino”, due mori con “Occhi e pugni pieni di dinamite”. Lo scenario è la “concalla della Romana Gas”, uno dei luoghi sacri del pugilato nella Roma del dopoguerra sulla via Ostiense, davanti ai Mercati Generali, due passi dall'ammazzatora, il Mattatoio di Testaccio.
Questa volta sul ring c’è Claudio D’Aguanno.
Il pugile Hassan Samir ha invece interpretato The Mexican di Jack London; Felipe Rivera è un giovane pugile messicano che sostiene la Rivoluzione e si dà al professionismo per ottenere i soldi con cui comprare le armi che servono al progetto rivoluzionario. Il protagonista affronta il beniamino del pubblico Danny Ward di fronte ad una platea che gli è ostile e con un arbitro pronto a tutto per farlo perdere…
Il maestro Franco Venditti invece con la consapevolezza dell’esperienza ha letto “Il cuore dentro ai guantoni” di Claudio D’Aguanno, scritto dedicato a Alfredo Ricchetti, un romano antico del rione Monti scomparso qualche tempo fa. Uno di quelli che amava sforchettare a tutte l’ore e tra un bicchiere e l’altro raccontava favole di pugili e combattenti del ring. Lo scritto è una vera testimonianza di una lunga chiacchierata di qualche tempo fa.
Ancora un maestro, tocca a Paolino Arioti, della Palestra Popolare di San Lorenzo, leggere “Anima e Corpo” di Loïc Wacquant. Un lungo lavoro di “immersione” in una palestra di un ghetto nero di Chicago; nel brano il protagonista, un professore universitario che ama la boxe, racconta in presa diretta le sensazioni e la fatica da lui vissute durante un allenamento ai pad con l’allenatore Eddie.
“È stata una grande emozione – ha commentato Adriano Cardarello, il campione mondiale jn IBF, che ha assistito alla manifestazione come ospite –; ho ascoltato con attenzione brani che non conoscevo, è stato bello scoprire che la passione che io provo ogni giorno non è comune solo agli atleti, ma anche agli scrittori e ai ragazzi che sono venuti qui a vedere la boxe praticata e la boxe raccontata”.