Dopo le splendide affermazioni delle atlete laziali ai recenti Campionati Italiani Assoluti femminili, il movimento pugilistico laziale ottiene altre straordinarie vittorie ai Campionati Italiani schoolboys e juniores. Ben otto atleti finalisti e 3 Titoli italiani conquistati (Sarchioto Giovanni eletto quale miglior pugile del Campionato, della ASD Filippella Boxe, Bottoni Riccardo, della ASD Team Boxe Roma XI, e Di Napoli Kevin della ASD New Boxe).
Sono passati già 7 anni dal mio insediamento al Comitato Regionale ed il pugilato laziale ha ottenuto più di 60 Titoli italiani e circa 80 titoli di Vice Campione d'Italia, senza contare le tante vittorie ottenute dai pugili professionisti anche in virtù degli sforzi organizzativi messi in campo dai procuratori laziali.
Ma quello che forse è più interessante segnalare di questi anni – che hanno portato il Lazio ad essere la prima Regione in Italia per la dimensione qualitativa e quantitativa del pugilato prodotto – è la nascita di un ambiente coeso e proiettato non solo a sfornare campioni ma ad esercitare anche un'importante funzione sociale.
Molti di voi avranno avuto la possibilità di vedere il programma televisivo, mandato in onda su Rai due nella giornata del 15 ottobre u.s., ed i tanti articolo di stampa relativi all'attività svolta dalla "ASD Team Boxe Roma XI".
Un programma che ha evidenziato la qualità dell'opera svolta dalla stessa Associazione sportiva e dalle tante palestre di pugilato che, operando sul territorio quotidianamente, recuperano giovani, li addestrano alla vita, li educano alla fatica, ai sacrifici e, soprattutto, al rispetto dell'altro.
Tante sono state le iniziative delle palestre laziali, promosse sotto la spinta od il supporto del Comitato Regionale, che hanno permesso di costituire una "rete sociale" nei confronti dei giovani, anche emarginati, ai quali si è cercato di fornire un punto di aggregazione - la palestra - ed uno sport, il pugilato, attraverso cui imparare a vivere crescendo come uomini.
Nelle scuole, nelle periferie ed in qualsiasi altro contesto territoriale è stato portato il pugilato ed i suoi valori. Forse proprio questa è stata la vittoria più importante, ottenuta in questa Regione, che si può riassumere nella massima "Il pugilato conquista il territorio" (proprio lo slogan con cui inizia il mio mandato nel 2005).
C'è un'altra importante vittoria che però vorrei segnalare. All'inizio del mio mandato il movimento pugilistico laziale era diviso, spaccato tra diverse correnti che si esprimevano in due o più gruppi di palestre. Ciò creava tensioni ed impediva un sereno svolgimento dell'attività pugilistica sul territorio, alimentando ulteriori divisioni, frammentazioni ed incidendo sulla crescita del pugilato e delle stesse palestre.
Oggi il movimento pugilistico laziale è fortemente coeso e l'immagine che più gli si addice è quella di un pugno chiuso, ben saldo. Le palestre, se pur operando in maniera differenziata e nell'ambito di una sana competizione, cercano sinergie tra loro, organizzano insieme tornei ed iniziative, risolvono insieme problemi comuni coordinati dal Comitato Regionale che è divenuto ormai la "casa comune di tutti coloro che appartengono al pugilato laziale".
C'è insomma un forte senso di appartenenza al movimento che non vuol dire chiusura verso l'esterno (è infatti noto il numero sempre maggiore di palestre che vogliono affiliarsi), ma identificazione verso un qualcosa che riempie d'orgoglio e ti fa diventare portatore di valori: il movimento pugilistico laziale.
Dimenticavo. L'essere coesi intorno a valori ed idee nobili ha contribuito a portare a galla chi non è degno del pugilato laziale e del pugilato in genere.
Oggi queste persone - a dir la verità - si contano, fortunatamente, solo sulle dita di una mano.
Rammentino bene questi signori: chi non è nobile nel cuore, nella mente e nei comportamenti non può far parte della nobile arte.
IL PRESIDENTE C.R.L
Dott. Flavio D’Ambrosi