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POVERO MENAGRAMO

Cari Presidenti di Società, tecnici e tesserati tutti

ricordo che, quando intrapresi il mio cammino in qualità di Presidente del C.R.L., uno dei problemi che si presentò, proprio all’inizio, fu la scarsa fiducia che qualcuno nutriva verso l’ambiente del pugilato.
Queste cassandre ripetevano, in continuazione, che il pugilato non sarebbe più tornato ai fasti di un tempo e che la nobile arte avrebbe visto ridursi drasticamente il suo bacino di praticanti.
La cosa più grave di queste continue affermazioni (sostenute con discorsi  generali e privi di fondamento ma soprattutto in assenza di proposizione di qualsivoglia strategia che contrastasse l’ipotizzata crisi) era che producevano un contagio verso le menti più deboli che, a loro volta, diffondevano bieco pessimismo sullo stato della nobile arte.
Tutto ciò celava le tante potenzialità che invece sono insite nel mondo del pugilato e nei tanti che vi lavorano con passione, coraggio e qualità.
Di fronte a questo stato di cose – che produceva un’artefatta realtà – il mio primo obiettivo è stato quello di far prendere coscienza, soprattutto ai tecnici, delle loro particolari qualità e potenzialità.
In altre parole, ho diffuso ottimismo attraverso una comunicazione costante (come faccio ancora oggi), credendo nelle qualità di chi sosteneva la nobile arte (palestre, tecnici,pugili, ecc.) e  combattendo il catastrofismo di chi, con ignoranza o forse solo per biechi interessi personali, ha cercato di abbattere l’immagine di uno sport secolare senza tener conto dei sacrifici dei tanti appassionati che, ogni giorno, producono, nello loro palestre, il vero pugilato .
Nel frattempo, la Federazione e l’Italia del pugilato hanno conquistato medaglie olimpiche, titoli mondiali e, oggi, una ricerca condotta dal CONI, attraverso l’ISTAT, ci dice che il pugilato ha aumentato le sue palestre affiliate del 11% ed i suoi tesserati del 40%, collocandosi come Federazione traino nel contributo fornito all’aumento della pratica sportiva in Italia.
Permettetemi di dire che il pugilato laziale ha contributo in maniera non modesta al raggiungimento di quelle percentuali. 
Difatti, la continua sollecitazione nei confronti delle palestre a produrre pugilato, la prospettazione di un ambiente sano e vincente, in cui tutti  possono lavorare e crescere, ha messo in moto il volano dell’attività che, da allora, è in costante ed impressionate crescita.
Oggi, la nobile arte non è più quella che si fa negli scantinati né si pratica per fame. Le palestre sono piene di praticanti appartenenti ad ogni ceto sociale e ad ogni fascia di età senza distinzione tra uomini e donne. Molteplici sono gli eventi pugilistici che si susseguono senza soluzione di continuità. Tra questi, numerosi comprendono anche match professionistici. A proposito ma il professionismo non era in difficoltà? Dal mese di gennaio sono state effettuate, nella Regione Lazio, ben 15 riunioni professionistiche.
La politica manageriale attuata dal Comitato Regionale – sostenuta da una corretta gestione e distribuzione delle risorse a beneficio delle società, da iniziative quali tornei, campionati, corsi di formazione, stage regionali, il nuovo torneo riservato ai bambini, ecc. – ha completato il successo. Tra l’altro, per non impedire l’espansione dell’attività, il Comitato si è rinforzato nei componenti della segreteria, ha incamerato nuovi arbitri e si sta studiando la possibilità di incrementare i medici attraverso un apposito corso.
Grazie ai Giochi Sportivi Studenteschi – organizzati dal Comitato con il nuovo modello di pugilato educativo scolastico – il pugilato laziale è entrato nelle scuole e nelle università, portando i giovani studenti a riversarsi nelle palestre.
In pratica, dal 2005 l’attività pugilistica nella Regione Lazio è aumentata strepitosamente del 100% :
122 società affiliate contro le 55 del 2004
3650 tesserati contro i circa 1500 del 2004 
Senza considerare, poi, le tantissime riunioni di pugilato (137) svoltesi nel 2010.
Occorre considerare, poi, che i dati riscontrati (122 società e 3650 tesserati) sono stati registrati nel mese di aprile del corrente anno e sono destinati, sicuramente, a crescere ulteriormente nel corso dell’anno.
Nonostante tutto ciò, qualche povera cassandra ha ancora il coraggio di parlare con la solita, povera, mesta e costante litania: il pugilato non produce più campioni,  oggi non ci sono più tecnici adeguati, ecc.

Al menagramo qualcuno dovrebbe urlargli nelle orecchie……a poveraccio svegliati!!!!

IL PRESIDENTE DEL C.R.L. - F.P.I.
Dr. Flavio D’Ambrosi