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SE CI SEI BATTI UN COLPO

Il Lazio produce e promuove pugilato. Una costante che si sviluppa progressivamente e che soprattutto in questo periodo mostra le sue potenzialità. Domenica 6 maggio u.s. l’A.S. Parisi Boxe di Latina, nata da poco tempo, ha organizzato la sua prima riunione di pugilato – grazie anche al supporto di alcuni affiliati presenti sul territorio – tramutandola in un autentico successo con la presenza di autorevoli esponenti del mondo politico tra cui il Senatore De Gregorio. Non ho mai nutrito dubbi sulla forza di questa nuova Società affiliata che vanta uno staff voglioso di lavorare, apprendere e mietere successi sportivi, inserendosi nel circuito del pugilato qualitativo. Un’organizzazione che vanta passione e voglia di crescere mai disgiunte dalla memoria ed in particolare dal ricordo di un vecchio amico del pugilato “Diego Solito” – a cui è stata dedicata l’Associazione - che manifesta un’autentica sensibilità verso i veri valori del pugilato e della vita. Un grazie particolare lo vorrei rivolgere anche a colui che – chiamato in causa da molte Società – supporta la creazione del contenuto dell’evento pugilistico, elaborando – non senza fatica ma con enorme equilibrio e sapienza tecnica – il programma della riunione. Parlo del rappresentante della categoria Tecnici presso il C.R.L. Domenico Condello a cui si affiancano – nella Regione Lazio - altri meticolosi e capaci pianificatori di riunioni pugilistiche tra i quali, per esempio, Alberto Chiavarini.Tutto ciò sembrerebbe prefigurare un quadro roseo. In realtà, sulle pagine di Boxe ring il Presidente Franco Falcinelli ha lanciato un grido di allarme che mi sento di condividere. Riguarda la non totale predisposizione al tesseramento F.P.I. dei frequentanti le palestre affiliate. Sul punto, occorre considerare che il mancato tesseramento – anche quello amatoriale – produce un duplice danno d’immagine che si esprime: nel non totale coinvolgimento di chi pratica il pugilato, nel mondo ufficiale della Federazione; e, cosa ancora più grave, nel mancato riconoscimento da parte del CONI del vasto movimento dei praticanti il pugilato a cui potrebbe conseguire una minore attenzione nell’erogazione di contributi. In altre parole, per dire che il pugilato si colloca negli sport di massa più seguiti - anche con la possibilità di attrarre sponsor, enti locali e circuito massmediatico - è necessario dimostrare che le palestre sono ufficialmente piene. Contano i numeri e il tesseramento e la misura degli stessi. Fin qui siamo d’accordo poiché ci troviamo di fronte ad una verità lapalissiana. Lo scrivente, però, già da tempo si affanna a far comprendere che ogni obiettivo da perseguire nel mercato dello sport, è quanto più raggiungibile se non lo si lascia all’improvvisazione maldestra. I modelli di promozione del pugilato sul territorio vanno ricercati nelle sedi opportune e con la giusta professionalità manageriale soprattutto se le Federazioni – come è oggi in virtù della normativa vigente – sono considerate “aziende private”. Ciò premesso, anche una seria politica di aumento dei tesserati – che per la Regione Lazio sarebbe soltanto un ulteriore tassello positivo in un panorama che la vede già ampiamente vincente nei risultati di promozione – non può prescindere dalle seguenti fasi:
• seria analisi delle criticità di sistema che non stimolano al tesseramento (Analisys);
• una pianificazione della strategia che si vuole adottare e dei risultati che si voglio raggiungere a breve e medio termine (Actio planning);
• individuazione degli strumenti attuativi della strategia scelta (implementation);
• controllo valutativo finale dei risultati raggiunti ed eventuale rimodulazione della strategia (check). Le fasi si dovrebbero sviluppare – ed è ovvio - all’interno degli organi a ciò deputati. Mi viene in mente la Commissione Tecnica per l’attività Regionale che – tra le tante commissioni federali – avrebbe il compito ai sensi dell’art. 18 del Regolamento organico di “……formulare proposte per il miglioramento delle attività regionali ed interregionali di iniziativa societaria o dei Comitati Regionali, curando direttamente le iniziative più idonee, d’intesa con gli Organi periferici, a favorire l’incremento quantitativo e qualitativo della pratica pugilistica. Un vero e proprio motore promozionale che dovrebbe essere considerato la catena di collegamento tra la Federazione e i Comitati e dove dovrebbero svilupparsi – attraverso un percorso manageriale – le iniziative di promozione del pugilato sul territorio. Della Commissione dovrebbero far parte di diritto i quattro Presidenti di Comitato Regionale coordinatori delle zone (A-B-C- e D) tra cui lo scrivente come coordinatore della zona D. Purtroppo il presidente di questo Comitato, attesa la pochezza degli strumenti cognitivi che lo contraddistinguono unita ad una obsoleta ed inefficiente gestione del Comitato Lazio! (ma sarà poi vero?), non è mai stato chiamato a far parte di quella Commissione né tantomeno è stato mai interpellato dai componenti della stessa da cui aspettiamo – con fiducia e certosina pazienza - anche il progetto di riparametrazione dei contribuiti erogati ai Comitati in funzione dell’attività svolta dal quale il Lazio ricaverebbe certamente maggiori entrate a disposizione delle iniziative promosse dalle Associazioni. Analogo discorso può essere affrontato per la Commissione attività amatoriale, ma non vorrei tediarvi più di tanto. Se ne può dedurre, però, un principio di gestione aziendale per il quale un efficiente politica di produzione è sempre ancorata ad un valido decentramento decisionale per mezzo del quale organi e persone (scelte unicamente per le loro capacità) elaborino strategie e saturino criticità, perseguendo gli obiettivi gestionali ed operativi dell’azienda stessa. Allora Commissioni se ci siete battete un colpo…..
                         IL PRESIDENTE C.R.L
                                              Dr. Flavio D’Ambrosi