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TRE STUPENDE MEDAGLIE OLIMPICHE MA NON DIMENTICHIAMOCI IL TERRITORIO

In questi momenti di gloria è facile immergersi nella retorica ed ancor più semplice individuare i protagonisti delle eclatanti vittorie olimpiche: i nostri pugili, lo staff tecnico, il Presidente Federale, ecc., ai quali noi tutti dobbiamo porgere i complimenti. Ma, con estrema attenzione, occorre anche non dimenticare coloro che, dietro il palcoscenico della vittoria, forniscono il materiale per raggiungere il successo e sono gli esclusivi artefici dell’attività pugilistica sul territorio. Parlo ovviamente delle tante società affiliate, dove il pugilato ed i pugili muovono i prima passi prima di divenire protagonisti e passare agli onori della cronaca. Per quelle società che promuovono e sviluppano il pugilato sul territorio - alimentando il movimento pugilistico ed il bacino di utenza dei praticanti – va garantito che nel prossimo quadriennio saranno effettuati mirati investimenti a sostegno della loro attività. Perché è da quella attività di base che nascono le premesse delle emozioni olimpiche o di un mondiale professionistico. Sono anni che il sottoscritto evidenzia il fondamentale supporto che le palestre – definite gli avamposti del pugilato – assicurano alle vittorie internazionali, costruendo il futuro della nobile arte. Su tali premesse, sembra chiara la necessità di costruire un progetto manageriale che si basi su una strategia finalizzata all’incanalamento delle risorse verso le Società affiliate. Un progetto che vede nei Comitati Regionali un perno centrale nello smistamento delle citate risorse e uno strumento che stimoli la produzione di attività sul territorio. Difatto, è la strada già percorsa da questo Comitato che in poco meno di quattro anni ha gestito circa 400 eventi pugilistici, ha implementato tornei regionali, affiliazioni e tesseramenti – divenendo il primo Comitato in Italia per dimensioni e qualità del pugilato prodotto – ed infine, ha fornito una nuova immagine di questo sport nelle circa 50 conferenze stampa ed in altrettanti incontri con i vertici della Amministrazioni locali, degli Istituti scolastici e delle strutture territoriali del CONI. Peraltro, il dato più importante è quello relativo all’effetto di questa oceanica attività promozionale: l’aver conseguito circa 400.000,00 Euro dal 2005 al 2008. Queste sono le risorse prodotte dall’attività sul territorio e queste sono le risorse che, se prodotte nel prossimo quadriennio, dovranno rimanere, a parere dello scrivente, per l’attività delle Società laziali. Questo vorrebbe dire attuare un decentramento che stimoli i Comitati Regionali a promuovere l’attività (affiliazioni, tesseramenti, corsi, ecc.) dalla quale trarre le risorse da incanalare verso quelle palestre che permettono la medesima attività. In altre parole, i proventi derivanti dalle affiliazioni, dai tesseramenti, dai corsi di formazione ed aggiornamento, dovranno essere gestiti direttamente dai Comitati Regionali che si impegneranno a riversarli sull’attività. In cambio, gli stessi Comitati dovranno garantire un’intensa attività promozionale e il loro funzionamento senza più la necessità di elemosinare!! quei pochissimi contributi con i quali viene appena garantito il funzionamento dei Comitati Regionali. Credo che l’idea del decentramento delle risorse – nell’interesse di tutti gli affiliati – potrebbe essere condivisa anche dagli altri Presidenti dei Comitati Regionali. Certamente sarà un’istanza prioritaria per lo scrivente, nell’interesse delle società laziali. Una priorità sulla quale non si faranno sconti!!!
IL PRESIDENTE C.R.L
Dr. Flavio D’Ambrosi