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UNO STREPITOSO SUCCESSO DELLA NAZIONALE TARGATO FIAMME ORO

L’Italia pugilistica è sul tetto del mondo grazie alle gesta del Team in missione ai Mondiali di Chicago. Due medaglie d’oro, una di argento e una di bronzo incoronano la prestazione dei fortissimi pugili Cammarelle, Russo, Valentino e Picardi. Nel medagliere totale, dopo la inossidabile Russia, si colloca seconda l’Italia, salendo alla ribalta internazionale attraverso un mondiale che ha visto una massiccia partecipazione e che segna la storia della F.P.I. Tutti coloro che hanno contribuito a questa impresa vanno lodati ad iniziare dal Presidente Franco Falcinelli. Ma due sono gli attori che, a parere dello scrivente, andrebbero ringraziati in maniera particolare. In prima battuta, le società che hanno cresciuto e plasmato i pugili che oggi si trovano sull’olimpo dei vincitori. Non dimentichiamo, infatti, che pugili di spessore sono il frutto dell’intuizione e del lavoro che si svolge nelle palestre - per mezzo della passione dei tecnici e dei presidenti – nei confronti dei giovani atleti. Quelle società che aspettano con ansia che siano ripristinati i contributi e che sono – senza dubbio alcuno - l’indispensabile presidio promozionale del pugilato sul territorio. In seconda battuta, la struttura dei Gruppi Sportivi Fiamme Oro della Polizia di Stato che permette a questi ragazzi – già svezzati pugilisticamente nelle citate palestre - di praticare la nobile arte ad alti livelli, fornendo alla Federazione atleti plasmati e curati da uno staff di eccellenza tra cui il responsabile del settore Claudio De Camillis e il Tecnico Giulio Coletta. Giova rammentare – solo per i più smemorati! – che le Fiamme Oro sono oggi la spina dorsale di questa e di tante altre Federazioni, somministrando risorse umane e tecniche altrimenti irreperibili. Ciò implica che il Ministero dell’Interno, Polizia di Stato, partecipa in maniera mastodontica con le sue risorse ai successi internazionali dello sport italiano. Forse è il caso che una Società di così alto prestigio cominci ad essere apprezzata non solo nelle conferenze stampa.
                         IL PRESIDENTE C.R.L
                                              Dr. Flavio D’Ambrosi