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Consuntivo del Comitato: un anno da incorniciare
Si è svolto il 15 dicembre l’annuale consuntivo del Comitato Laziale FPI con moltissimi premi distribuiti di fronte a una vasta platea che ha riempito l’Auditorium del Palazzo delle Federazioni in viale Tiziano. L’introduzione del giovane presidente Flavio D’Ambrosi mette in rilievo numeri e imprese che ormai sono sulla bocca di tutti.: “ L’esplosione del pugilato ha avuto anche un riscontro nell’esplosione dell’ attività sul territorio. C’è stato un trend notevole rispetto al 2004 del 40%. Si è fatto di tutto per incentivare le affiliazioni di atleti e questo ha voluto dire maggiore attività e maggiori introiti per la Federazione. Abbiamo cercato di entrare nelle scuole e grazie all’aiuto di validi sostenitori all’interno del Comitato. Siamo riusciti a iscrivere ben 18 Istituti Scolastici al progetto della SPES. Questo vuol dire in prospettiva dare altre risorse a tutto il movimento. Molte Federazioni già lo fanno da tempo. Il pugilato sta cercando di farlo anche se parte svantaggiato per infrangere vecchi stereotipi e preconcetti che questa disciplina portava con se. Il nostro impegno invece è di far capire quale è la sua funzione educativa. Abbiamo anche preso dei contatti con lo IUSM, in questo aiutati dal professor Lombardozzi, per corsi di aggiornamento proprio sulla materia specifica. Abbiamo implementato la comunicazione anche a livello tecnologico. Abbiamo aperto un Sito proprio come Comitato del Lazio. Abbiamo instaurato una rete capillare di sms a tutti gli addetti ai lavori per informarli tempestivamente. E’ stata anche informatizzata la comunicazione con i Media. Insomma abbiamo dato a tutti la percezione di quelle che sono le potenzialità effettive della Regione, che prima erano un po’ nascoste. In tre anni abbiamo organizzato circa 300 riunione per circa 4000 incontri. Nel 2004 avevamo 45 palestre oggi ne abbiamo 100. C’ è anche da considerare il notevole incremento dato alle riunioni professionistiche grazie alle tre società organizzatrici, che ci ha permesso di dare del pugilato un’immagine di grande rilievo”. Si passa poi alla “finanziaria” del settore con altre buone notizie: “La regione Lazio non poteva avere le stesse risorse rispetto a regioni con attività minore. Grazie alle nuove riparametrazioni il presidente FPI Franco Falcinelli ha riconosciuto un 50% in più di contributi. Inoltre ha promesso un notevole finanziamento per l’acquisto di materiale sportivo. C’è anche la promessa a ripristinare contributi per l’attività laziale soprattutto nel settore giovanile”.
D’Ambrosi passa ai ringraziamenti per il lavoro svolto e per la collaborazione ai vari componenti del Comitato Regionale. Rimane ancora sospeso nell’aria il dubbio dei locali del Flaminio ora che l’intera struttura viene gestita dalla Federazione Rugby, ma i segnali sono più che buoni. I dirigenti Rugby hanno promesso di mantenere i locali adiacenti allo Stadio allo stato quo con le varie discipline esistenti, compreso il pugilato. Questo fatto viene confermato anche da Enzo Foschi, Consigliere della Regione, che si complimenta con il Comitato:” La progressione con cui il pugilato si sta radicando sono numeri impressionanti, numeri che da soli dicono tutto. Faccio i complimenti anche agli organizzatori che con tanta tigna, pur trovando Istituzioni un po’ ottuse sono riusciti a far vincere la sfida a tanti ragazzi, che a loro volta sono diventati trampolini di propaganda di questo sport. E’ stata una battaglia che io definisco culturale. I numeri ci dicono che i vari pregiudizi sono stati sconfitti. E’ giunto il momento di abbattere altri pregiudizi. Il primo è che la boxe la fanno ragazzi e ragazze normali per loro scelta. La boxe è uno sport che si rivolge a tutti. C’è ancora da definire bene il rapporto con le Istituzioni. I numeri oggi dicono che parliamo di uno sport importante con un potenziale enorme”.
Anche Alessandro Palazzotti, presidente Regionale CONI, non si tira certo indietro nel complimentarsi con il Lazio per i risultati raggiunti e per la sua grande attività. Il suo è un intervento breve perché giustamente dopo i discorsi di rito abbia inizio la festa con le innumerevoli premiazioni. Si comincia con i rappresentanti delle Fiamme Oro e dell’Esercito, a cui fanno seguito per la prima volta i dottori, importanti per la tutela dei pugili. Dopo il riconoscimento per gli organizzatori un premio speciale viene assegnato anche a Domenico Condello, al quale vanno i meriti per gli accoppiamenti di pugili con cui sono svolte le varie riunioni. La serata si allunga con i premi distribuiti agli atleti, dilettanti e professionisti, che hanno conquistato un titolo e sono tanti

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Morra campione d’Italia
Santa Marinella, 15. 12. 2007 - Il match visto ieri sera tra Massimo Morra ed Emiliano Salvini, valevole per il titolo italiano dei supergallo, può essere definito tra i migliori dell’anno 2007 visti nei nostri ring. Ha vinto il pugile di Santa Marinella dopo 10 riprese intense, combattute senza un attimo di tregua: due guerrieri che sul ring hanno dato il meglio di se fino all’ultima stilla di energia. Verdetto e titolo sono andati in questo caso a braccetto dalla parte di Morra all’unanimità, sia pure di misura:95 a 94, 96 a 94 e 96 a 94 è stato il responso dei giudici Marzuoli, Lamusta e Ciafrone, mentre all’arbitro Boscarelli è toccato il compito, non facile, di tenere a freno l’esuberanza, quasi sfrenata dei due bravi pugili. Non era un incontro facile da valutare perché i colpi migliori, con serie a due mani, li ha portati indubbiamente Salvini, ma il ritmo imposto da un Morra determinato, che ha tenuto costantemente il centro del ring e che ha costretto il suo avversario a duri scambi alle corde e agli angoli non poteva passare inosservato.
Bisogna anche ammettere che il pugile locale ha presentato, come abbiamo visto già nei match precedenti, un netto miglioramento, lui piuttosto aggressivo al limite della scorrettezza, dal lato tecnico e tattico (tanto per dirla alla Capello). In questa bella serata pugilistica, non certo allietata dal freddo siberiano che si è abbattuto in tutta Italia, ha brillato per la sua assenza la Televisione di Stato, un vero peccato perché lo spettacolo avrebbe avuto un audience non indifferente.
Il match tra Morra e Salvini è entrato nel vivo fin dai primi secondi con scambi alterni. Morra sempre in avanti e un Salvini che sgattaiola veloce cambiando guardia. Nel secondo round esce il sangue dal cuoio capelluto di Morra, ma nell’intervallo il cutmen non ha difficoltà a tamponare l’incidente di percorso. Morra non concede spazio e tregua a un Salvini che, se pure stretto alle corde, lo anticipa per una frazione di secondo con veloci combinazioni. Nel quarto round il gancio destro di Salvini viene ripagato con identico colpo da “Indio”. Lo scontro si svolge a corta distanza e c’è un duro impatto anche con le teste. A metà gara Morra bombarda senza mollarlo mai Salvini, che appare in difficoltà per scrollarsi da una situazione non certo idilliaca. L’allievo di Franco Cherchi è scatenato, ma Salvini ne allenta la pressione sul finire del VI round con una combinazione veloce e potente di tre colpi. Qualche flebile segnale di stanchezza appare nel volto grintoso di Morra e ne approfitta il pugile di Loreni, guidato all’angolo da Rossi e Ceccardi, per imporre la sua boxe con buone combinazioni dove il gancio la fa da padrone con qualche montante per scardinare l’incredibile resistenza di Morra. Il VII e l’ VIII round sono favorevoli al pugile romano. Decisamente più equilibrato il IX round dove Morra sembra aver attinto nuove energie per spezzare il momento favorevole di Salvini, sempre pericoloso con i suoi colpi d’incontro. Nel X e ultimo round Morra parte come una furia e Salvini fa del suo meglio per tenerlo a freno, anche se le sue braccia non hanno più lo scatto necessario per controbattere. Terminato il match il verdetto non si fa attendere molto: il responso manda in delirio i fans di Morra e dipinge di delusione i volti del clan di Salvini. Come non dare ragione a entrambi? Per il pugile dell’OPI 2000 oltre ai festeggiamenti ci sono pure i complimenti di suoi illustri compagni di scuderia come Sarritzu, Spada e Silvio Branco.
L’incontro per il titolo era stato preceduto dalla sfida sulle sei riprese tra Marsili e lo slovacco Fekete. Match tutto in salita per il leggero di Civitavecchia che già alla prima ripresa accusava un indolenzimento alla mano sinistra. Nella seconda ripresa lo spigoloso Fekete accusa sul finire una bella e prolungata serie di Marsili. Nel terzo round la testa dello slovacco procura accidentalmente uno spacco sotto l’occhio sinistro, non appariscente ma profondo. Il dottore da l’ok per continuare il combattimento ma sul capo di Marsili si presenta un’altra spada di Damocle, che lo costringe ancora di più a usare gambe, diretto destro e cervello. Nel quarto round un ‘altra tegola per il guardia destra di Civitavecchia, perché il sinistro non risponde più, dolorante com’era, neanche per tenere lontano l’avversario. Il destro è costretto quindi a fare gli straordinari, ma risulta sufficiente per una vittoria senza discussioni del pugile dell’ OPI 2000, che probabilmente dovrà osservare un periodo di riposo per ristabilirsi.
Si è trattato indubbiamente di una bella serata di boxe sotto lo sguardo attento dell’ex sindaco Tidei, da sempre appassionato della noble art, nella quale hanno fatto la loro bella parte anche 4 match dilettantistici. Da apripista hanno fatto i leggeri Finiello e Angelucci, che aveva all’angolo Quirino Poccia, che ha deciso di abbandonare l’attività agonistica per diventare istruttore. Il match è piacevole: la maggiore continuità del guardia destra di Isola Liri è bilanciata dai colpi dritti e precisi di Angelucci, la foto di rito li ritrae in parità. Tra Bertollini e Di Biagio è subito battaglia con scambi furiosi e un conteggio subito dall’allievo di Sebastiani. Bertollini più basso di statura arriva spesso a segno, visto che Di Biagio, una bella struttura fisica, non usa come dovrebbe il suo maggiore allungo e colpisce all’esterno e senza efficacia. D’Elia all’angolo si sgola per convincere il suo allievo a colpire per linee interne, ma non c’è niente da fare: oltre ai consigli del maestro sfuma anche il verdetto che si dirige dalla parte di Bertollini. La curiosità di vedere all’opera le donne, Antonietta Martellone e Chiara Giammaria, si trasforma in entusiasmo con un un tifo degno del Fight Club di Brad Pitt. Le due ragazze non sono andate certo per il sottile incassando mazzate invece di petali di rose. Qualcuno, preso dall’entusiasmo, si è lasciato scappare un “Er mejo mecce della serata”. Della Giammaria è piaciuto il jab sinistro, della Martellone il gancio destro, colpi questi che hanno suggerito una perfetta parità. Come contraltare alle donne non potevano venire che i supermassimi. Rizzo e Iannucci hanno portato con una certa agilità la loro mole sul ring. Il pugile di Isola Liri più veloce e tatticamente più vario sembra prevalere nei primi due round, ma cala nel terzo round dove è costretto a incassare colpi isolati ma pesanti. Nel quarto round inizia con una buona combinazione Iannucci che cerca la bagarre ma deve incassare sul finire l’uno-due di Rizzo che convince i giudici ad assegnargli la vittoria.
RISULTATI
Dilettanti
Leggeri: Angelucci ( A.P. A. Jacopucci) e Finiello (Franco Valente) pari; Antonietta Martellone (CivitaBoxe Cherchi) e Chiara Giammaria (A.S. Universo) pari. Medi: Bertollini (Santa Marinella Ring) b. Di Biagio (Laima Team). Supermassimi: Rizzo (CivitaBoxe Cherchi) b. Iannucci ( Franco Valente).
Professionisti
Leggeri: Emiliano Marsili ( OPI 2000 – kg. 62,500) b. Sandor Fekete (Slovacchia- kg. 62,700) a.p. 6r.
Supergallo: Massimo Morra ( OPI 2000 – kg. 55,200) b. Emiliano Salvini ( Loreni – kg. 55,350) a. p. 10r. per il Titolo Italiano.
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Boscarelli, Marzuoli, Lamusta, Ciafrone, Zannoni.
Supervisor FPI: Giuseppe Minutoli.
Medico: dott. Italo Guido Ricagni, dott. Emiliano Bonanni.

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II TROFEO AGRO PONTINO
PRIVERNO, 14. 12. 2007 - Un’altra grande serata all’insegna del pugilato di alto livello quella andata in scena venerdì scorso presso la palestra del Liceo Scientifico Teodosio Rossi a Priverno, organizzata dalla Parisi Boxe Latina con la preziosa collaborazione della Marocco Boxe Priverno. Nove incontri di diverse categorie e pesi, gustosa anteprima del grande evento di sabato prossimo, 22 dicembre, quando sul ring del Marconi di Latina scenderanno i professionisti Domenico Spada e Giovanni De Carolis. Nove incontri di buon livello tecnico, che hanno infiammato il tanto pubblico accorso sulle tribune della scuola privernate. In apertura bella affermazione ai punti del locale De Paolis che, spinto dall’incitamento dei suoi concittadini, ha avuto la meglio su Raffa della palestra romana Forum Appii, per la categoria Pesi Mosca. Nei Pesi Piuma affermazione sul filo di lana per Vincenzo Santillo della Roma S.Lorenzo, opposto ad un tenace Del Gatto della Nuova Audax di Cisterna di Latina. Nel terzo match di giornata, valido per i Pesi Leggeri, affermazione di Marongiu della New Generation su Mirko Santillo della Roma S.Lorenzo, gemello del pugile che si era imposto qualche minuto prima nei Piuma. Nei Pesi Leggeri affermazione ai punti di Di Girolamo della Setteville Boxe, opposto a Guida della Marocco Boxe Priverno, in un match tutto sommato equilibrato il verdetto del quale ha suscitato qualche fischio di disapprovazione da parte del pubblico privernate. Nei Pesi Massimi buona prova di D’Ortensi della Setteville Boxe, che ha avuto la meglio ai punti su Petetta della Nuova Audax Cisterna. Letteralmente entusiasmante il sesto match di giornata tra Giovanni Saccoccio della Marocco Boxe Priverno e Mucci della Rosetana Boxe, nei Pesi SuperWelter. Il pugile locale, spinto dall’entusiasmo degli amici che assiepavano la tribuna del Teodosio Rossi, ha combattuto stoicamente a dispetto di una vistosa ferita all’altezza del naso, ma non è stato premiato dagli arbitri, secondo i quali il verdetto dell’incontro è stato di un pareggio, suscitando una bordata di fischi da parte del pubblico, che voleva premiati gli sforzi del pugile locale. Nei Pesi Medi nulla da fare per l’abruzzese De Rosa, sconfitto alla terza ripresa, per interruzione dell’arbitro, da Palombo della Forum Appii. Gli ultimi due match di serata hanno infiammato il pubblico di Priverno. Nei SuperWelter Mattia Capraro della Marocco Boxe Priverno si è imposto su Mancini della Corviale Roma, mentre la serata è stata chiusa dal match valido per i Pesi Leggeri, in cui il locale Di Micco ha avuto la meglio su Latini della Nuova Audax. Alla fine della serata privernate premi per tutti i partecipanti ed attestati di merito per Giovanni Saccoccio tra i pugili (a conferma della grande prova offerta sul ring) e Tommaso Marocco tra i maestri. Grande soddisfazione, infine, è stata espressa dal presidente dell’A.S. Parisi Boxe Latina, Mirko Parisi, che ha affermato: “Sono davvero contento di aver ricevuto tanti attestati di stima da parte dei cittadini di Priverno per l’organizzazione di questa manifestazione. Devo ringraziare tutti i miei collaboratori e lo staff della Marocco Boxe Priverno nella persona del maestro Tommaso Marocco, senza i quali questo evento non si sarebbe realizzato. Conto – ha concluso Mirko Parisi – di tornare presto con la boxe in questo paese che ha una grande tradizione pugilistica e merita eventi di questa portata. Ora gli sforzi della nostra associazione si concentrano sulla chiusura dell’anno 2007, un anno che ci ha regalato enormi soddisfazioni e che cercheremo di chiudere nel migliore dei modi sabato prossimo, quando a Latina combatteranno due pugili professionisti. Il modo migliore per regalare a questa provincia e a questo sport la visibilità che meritano”

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PalaLottomatica sotto shock per il ko di Cantatore
ROMA, 14. 12. 2007 - Il PalaLottomatica è stato testimone e scenario di fronte a più di 12mila spettatori di una delle più grosse sorprese degli ultimi vent’anni, forse anche di più, a Roma e in Italia. Oltrettutto è stato scenario di una disfatta che ci riguarda per molti versi simile a quella subita da Nino Benvenuti contro Carlos Monzon. L’argentino si rivelò poi un grandissimo campione, ma era già considerato in patria pugile pericoloso e da accettare con le molle. Quel discorso non valeva però per Johny Jensen, illustre sconosciuto, sceso in Italia e scelto dagli organizzatori per una difesa dell’Europeo volontaria.
Il primo round sembrava dare loro ragione. Jensen era intimidito dall’ambiente, da una città grande come Roma, lui che proviene da un paesino della Danimarca, dove le grandi città sono popolate come un quartiere della Capitale. Trovarsi continuamente sotto i flashes e i riflettori sembrava averlo paralizzato come sembrava avvenire nel primo round dove Vincenzo dettava legge facendo intravedere prossima la soluzione prima del limite. La soluzione prima del limite è avvenuta, ma a parti invertite. La sicurezza gioca brutti scherzi e bisogna cominciare a considerare, grazie a Sylvester Stallone, che nell’animo di ogni pugile alberga il “Rocky” di turno. Il sinistro disperato scagliato da media distanza è arrivato in tutta la lunghezza dritto sulla mascella di Vincenzo. Un colpo non bello esteticamente, sparato con rabbia e disperazione, ma il movimento della testa è stato inequivocabile. Cantatore aveva accusato e abbassato completamente le braccia. E’ arrivato subito dopo un gancio destro micidiale, e questo per noi è stato il colpo decisivo, che ha provocato la caduta lenta e inesorabile accompagnata da altri quattro colpi, l’ultimo dei quali quando il campione era accasciato al tappeto, del tutto gratuito scagliato forse per scaricare adrenalina e rabbia.
Il match è racchiuso in cinque drammatici minuti che da soli faranno scorrere chilometri di inchiostro e polemiche, che sembrano sempre tener compagnia a Vincenzo, personaggio amato e odiato, un po’ come avveniva con Giulio Rinaldi negli anni ’60. Abbiamo visto Bob Logist e Enza Jacoponi, massimi esponenti dell’EBU, visionare in continuazione il filmato del match, forse intravedendo qualche irregolarità soprattutto con il pugile a terra. Probabilmente verrà ufficializzata dall’ EBU una rivincita con titolo in palio.
Qualche considerazione a freddo bisogna pur farla. Non vorremmo far la parte delle Cassandre ma il tremendo match con Alexander Gurov qualche strascico nel fisico di Cantatore deve pur aver lasciato. Soprattutto nei primi cinque round quando ha dovuto incassare l’inenarrabile. Poi è uscito fuori l’orgoglio, una preparazione perfetta, che gli hanno dato la possibilità a quasi 37 anni di ribaltare una situazione drammatica. In quel match il viso di Vincenzo era la radiografia delle sofferenze che aveva dovuto subire. Sarebbe stato il caso di aspettare ancora un po’ per smaltire definitivamente la durezza di quel match. Alla venerabile, per un pugile, età di 37 anni al fisico, sia pure statuario, non si può chiedere più di tanto. Un altro errore, dei ma e dei se è piena la storia dell’umanità, è stato quello di aver scelto per la difesa volontaria dell’Europeo dei cruiser un pugile imbattuto. D’ accordo si trattava di vittorie con pugili sconosciuti tranne quella sull’americano Lou Del Valle, atleta di grande esperienza, ma si trattava pur sempre di un pugile senza macchia e quello che più conta “affamato” di gloria e di sogni proibiti. Oltrettutto bisogna tener conto, e la storia pugilistica ce lo insegna, che la Danimarca ha una grande tradizione nella noble art e i suoi atleti hanno la caratteristica principale di una solidità fuori del comune. Forse sarebbe stato meglio scegliere un pugile più esperto, ma ammorbidito fisicamente da qualche dura sconfitta, come è facile che avvenga tra gente che pesa 90 chili. Son tutte cose su cui conviene meditare e per ora ci lasciamo con il “Non è finita qui” lanciato come sfida e promessa da Cantatore al microfono di Mario Mattioli.
Negli altri incontri Claus Bertino, un massimo danese con chiare origini italiane ha battuto per kot in due round Anton Simeonov; il supermedio Maurizio Lovaglio si è imposto a sorpresa per kot 2 su Gianluca Tamburrini; buona la prova di Emanuele Della Rosa che ha costretto all'abbandono nella quarta ripresa Hicham Nafil e infine il medio Emanuele Blandamura ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per aver ragione ai punti di Ben Lally.

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Trionfo a Roma dei Califano: il cantante Franco e il pugile Simone
Nella boxe oltre all’esordio dei pugili c’è anche quello di un impianto che la riguarda. Così ieri sera in via Martino Longhi (piazzale Mancini) il PalaBoxe( si chiama proprio così) ha effettuato la sua nascita o il suo varo non con spumante, ma in termini pratici con il sudore dei pugili in un ambiente raccolto e caldo, che sembrava diretto dalla sapiente mano di un regista di calibro. Il tutto filmato dall’emittente Cinquestelle che da mesi segue la boxe in un reality di successo con ottimo share in onda il martedì sera. Il calciatore…questo noto. Il pugile ….questo sconosciuto. Ma le cose stanno cambiando e lo dimostra Roma, in primis, e tutto il movimento di questo sport sempre più agli onori della cronaca e dello spettacolo. La boxe è tornata ad avere anche il suo gossip. Le ring girl sempre meno coperte e sempre più sinuose fanno bella mostra oscurando Las Vegas con le sue case da gioco. Ieri sera tra il pubblico c’era anche Franco Califano: cantante e attore è ormai un icona del mondo dello spettacolo. La sua voce rauca e il suo incedere romanesco sono diventati cult in una sorta di gara per imitarlo come avviene per Adriano Celentano a Milano. Ebbene Franco Califano, imponente per mole e non più agile con l’età che incombe, è salito sul ring per conoscere e abbracciare il suo omonimo Simone che si sarebbe battuto dopo pochi secondi.
Davide Buccioni è soddisfatto e orgoglioso di questo impianto, una sua creatura, ringrazia il pubblico che non lo abbandona mai e che è diventato la sua droga per dargli forza di continuare nonostante le non poche difficoltà che incontra. Fa salire sul ring un altro suo gioiello: Alì Ndiaye, impegnato anche in una fiction televisiva, che si batterà a Santo Stefano sul ring di Montesilvano per il titolo dell’ Unione Europea. Nelle presentazioni è la volta anche di un festeggiatissimo Giorgio Marinelli piazzatosi 13mo nel ranking mondiale della sua categoria.
E di difficoltà il promoter romano ne ha affrontate anche per allestire questa riunione con infortuni e pugili che dichiaravano forfeit all’ultimo momento. Ma proprio come in un puzzle invisibile Buccioni è riuscito a incastonare le pedine per il giusto verso e lo spettacolo è andato avanti con un altro grande protagonista: il numeroso pubblico che è accorso per vedere non un titolo ma una semplice Coppa Italia dove gli atleti si battono per cercare di emergere.
Tra i professionisti i primi a salire sul ring sono due superwelter. Mirco Magon e Massimiliano Gatti sembrano non conoscere le mezze misure. Il primo coglie impreparato l’avversario con una serie che lo frastorna. Nella seconda ripresa il sinistro del veneto detta legge e l’occhio sinistro di Gatti presenta un brutto gonfiore. Il match prosegue con quest’ultimo che replica bene con improvvise sfuriate fino a quando nella quarta ripresa c’è un impatto fortuito delle teste. Gatti non è in condizioni di proseguire e il verdetto tecnico assegna la vittoria ai punti a Mirco Magon che passa alle semifinali di Coppa Italia.
E’ la volta quindi di un beniamino del pubblico romano. Vittorio Oi, leggero di Pomezia, ha di fronte a se il piemontese Antonio Salemme un longilineo dotato di buona tecnica. Sembra incredibile vedere questo Oi a 32 anni, dopo 12 anni di ruggine pugilistica, rientrare e migliorare di match in match. E’ in giornata di grazia il pometino e lo dimostrando martoriando con serie prolungate il coraggioso avversario. Il pubblico assiste a fraseggi di bella boxe con un Oi che nell’ultima ripresa scenograficamente abbassa le mani invitando il suo avversario ad attaccare, un gesto che non piace all’inossidabile suo maestro, Carmelo Farris, che lo richiama all’ordine. Sul verdetto a favore di Oi non ci sono dubbi e lo attendono le semifinali di Coppa Italia.
Quando entra in scena, annunciato da Valerio Lamanna, Simone “Chico” Califano il PalaBoxe sembra esplodere insieme alla interminabile o finale del ringannouncer. L’allievo di Franco Piatti avrebbe dovuto affrontare Wesley Valbonesi per la Coppa Italia ma si ritrova davanti Robert Maczik un ungherese proposto da Giuseppe Lauri e di cui si dice un gran bene. Maczik dimostra subito di che pasta è fatto stampando sul volto di Califano un gancio sinistro insidioso e perfetto per scelta di tempo. Una dote questa che sorprende per lo meno tre volte nel primo round il “Chico” del Tufello. Nel secondo round ci sono fasi alterne e Califano con una guardia raccolta al massimo comincia a lavorare duramente al corpo del suo avversario. Sono mazzate tremende che pian piano sgretolano la resistenza di Maczik, il quale crolla dolorante al tappeto nel terzo round dove lo raggiunge la resa dettata dall’angolo con il getto dell’asciugamano. E’ la degna conclusione della serata con i protagonisti insieme al commentatore Maurizio Stecca intervistati da Cinquestelle con l’aggiunta di Franco Califano, diventato, ne siamo certi, un fan di Simone.
La manifestazione è iniziata con i dilettanti. I giovanissimi Ravese e Campisano hanno la soddisfazione di essere stati i primi pugili a calcare il ring del nuovo Palaboxe. I due ragazzi lo fanno con buona lena e discreta tecnica accomunati da un pari. Match ad alta tensione invece tra Concu e Fanciulli, dove tecnica se ne è vista poca ma botte tante. I due, che tra l’altro non sono sprovveduti, hanno svolto un match all’arma bianca scuotendosi a vicenda e arrivando a colpirsi anche dopo lo stop dell’arbitro e del gong. Ciafrone è stato costretto ad ammonirli entrambi. Ma è servito a poco e i due hanno viaggiato sull’orlo della squalifica. Alla fine dopo un abbraccio liberatorio è arrivato il verdetto favorevole a Concu. Più tranquillo il match successivo tra Mannoni e Guainella. Parte troppo da lontano il pugile dell’Otzuka mentre Guainella utilizza bene il suo maggior allungo con il quale porta frutti e vittoria. Inizia bene il massimo Pesina che impone un ritmo che il poderoso Polici dimostra di non gradire. Quando il pugile di Fiermonte usa il diretto sinistro riesce a frenare la reazione dell’avversario. Ma questo non sempre gli riesce e Polici recupera terreno fino alla vittoria di stretta misura.
RISULTATI
Dilettanti
Cadetti/Juniores – Leggeri: Campisano (Roma Tricolore) e Ravese (F.F. Fight Club) pari.
Seniores – Superwelter: Concu (New Fitness 2002) b. Fanciulli (Colombo). Medi: Guainella (Audace) b. Mannoni (Otzuka Club). Massimi: Polici (Otzuka Cluba) b. Pesina (F.F. Fight Club).
Professionisti
Leggeri: Simone Califano (BBT) b. Robert Maczik (Ungheria) kot 3.
Superleggeri: Vittorio Oi (BBT) b. Angelo Salemme (Promotion 1999-Cavallari) a.p. 6r.
Superwelter: Mirco Magon (Promotion 1999- Cavallari) b.. Massimiliano Gatti (Armando De Clemente) verdetto tecnico ai punti in 4r.
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Ciafrone, Lamusta, Marzuoli, Bianco.
Medico: dottor Franco Leonelli.
Cronometrrista: Luigi Parasecol

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“Boxe in periferia” con la “Olympic Boxe Gym
Giorgio (pugile) e Giancarlo(allenatore) stavolta si sono presentati dalla stessa parte all’angolo dei pugili della Olympic Boxe Gym opposti a validi avversari nella serata da loro organizzata e intitolata “Boxe in periferia” dentro la grande palestra dell’ Istituto S.M.S. “Dario Pagano”, una gran bella struttura che si è prestata alla boxe come un abito perfettamente confezionato. Nell’ultima mezz’ora a sorpresa si è presentato l’on. Giovanni Alemanno, grande appassionato di questo sport e molto vicino soprattutto al dilettantismo.
Aprono la serata davanti a un numeroso pubblico, composto in maggioranza da giovanissimi, i leggeri Moscatelli e Borghese. Il primo suona la carica costringendo sulla difensiva il pugile di Albano, che reagisce bene nel secondo round. Borghese spezza la pressione di Moscatelli con improvvise reazioni che tengono in allarme l’allievo di Marinelli. La parità tutto sommato è giusta: quantità per Moscatelli e qualità per Borghese. Dal cilindro di Attilio Volpe spunta a sorpresa Zaccagno che dopo un round di riflessione prende decisamente l’ iniziativa a cominciare da un duro destro sentito da Fortuna, che termina in affanno il match sotto l’incalzare dell’avversario. Tra Grieco e Brunori scontro all’arma bianca e fino all’ultima stilla di energia. Dalla terza ripresa i due atleti stremati dalla durezza del match portano colpi al rallentatore, anche se il pugile della Laima tiene sotto pressione Brunori e ottiene il verdetto. Inizia bene Mannoni contro il rientrante Mongiello facendogli ascoltare un conteggio. I due si scambiano colpi pesanti lungo l’arco delle riprese, guardando più alla sostanza che alla qualità. Un richiamo subito da Mannoni forse risulterà determinante per il verdetto a sorpresa, visto l’andamento del match, a favore di Mongiello. Per due riprese Tonucci costringe Arcese, che deve incassare le sue serie, sulla difensiva. Nel terzo round l’allievo di Costantini sente un destro al corpo e da quel momento il match diventa più equilibrato con un Arcese che cerca disperatamente di recuperare il terreno perduto. E’ un match duro e spigoloso come dimostrano i due richiami assegnati a testa. Il verdetto è di parità. Inizia bene Pensa contro Viri. Dal secondo round il match cambia aspetto con Viri che attacca con decisione facendo subire al suo avversario anche due conteggi. Pensa usa poco il jab per spezzare la pressione del suo avversario che fa suo il match in maniera netta. Chiudono la manifestazione i massimi Cianfrocca e Cima, che in passato si sono già affrontati. Cianfrocca fa dell’attacco e del ritmo il suo credo, ma ineluttabilmente va incontro a precisi uno-due che Cima gli scaglia con precisione. E’ un bel match seguito con attenzione dal pubblico. Il ritmo è sempre elevato: Cima non sbaglia niente e Cianfrocca deve incassare una sconfitta con relativo applauso. Si chiude così una bella serata dove hanno fatto bella mostra anche Valerio, il noto ringannouncer delle riunioni di Davide Buccioni, e due promesse del pugilato romano, entrambi imbattuti: parliamo di Simone Califano e Pasquale Di Silvio.
RISULTATI
Juniores- Leggeri: Moscatelli ( Olympic Boxe Gym) e Borghese (Zompatore Boxe Albano) pari.
Seniores – Welter: Zaccagno (Body&Kick) b. Fortuna (Olympic Boxe Gym); Grieco (Laima Team) b. Brunori ( Olympic Boxe Gym); Tonucci (R. Costantini) e Arcese G. (Olympic Boxe Gym) pari. Superwelter: Viri (Olympic Boxe Gym) b. Pensa (Lupa Boxe); Mongiello (Olympic Boxe Gym) b. Mannoni (Otzuka Club). Massimi: Cima (Roma Tricolore) b. Cianfrocca (Olympic Boxe Gym).
Arbitri: Favia (c.r.), Stipa, Angileri, Vincenti.
Medico: dott. Italo Guido Ricagni

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Marinelli vince ed è campione, per Petrucci e Lauri tutto da rifare
Una cosa è certa: Davide Buccioni migliora di riunione in riunione. Gli elogi a lui rivolti stanno diventando un luogo comune come un abito ben messo e ben portato. Ancora una volta il pubblico ha straripato gli argini di un Palazzetto festante. Fare la solita battaglia di cifre non ci piace e preferiamo cavarcela con il classico pienone. L’organizzazione è stata perfetta e ha avuto il suo culmine, logicamente prima del suono del gong d’inizio, con una bellissima mostra fotografica intitolata “La BBT si racconta” ideata e curata da Michela Pellegrini, una ragazza (ci piace identificarla così per l’entusiasmo) che non si ringrazierà mai abbastanza per quello che sta facendo per la boxe. La mostra è rappresentata da foto in bianco e nero scattate da Sergio Albelli e Andrea Cecchettini, che mettono in evidenza, oltre alla loro indubbia bravura e professionalità, passione e trasporto per questo sport. Il numero dei giornalisti presenti aumenta a macchia d’olio e i fotografi si accalcano attorno al ring alla ricerca dello spazio “perduto” per immortalare i nuovi eroi dello sport. La boxe sgomita e acquista nuove location come dimostra Rai2 che l’ha messa in onda dopo la mezzanotte. Ci sono anche personaggi dello spettacolo, dello sport e della politica. Sono in ordine sparso, per cui diventa impresa titanica stanarli. Ci piace segnalare tra gli altri Max Tortora, diventato ormai uno degli habituè, che stavolta ha coinvolto Antonello Moroni, protagonista della serie “I Cesaroni” e Daniele Costantini. Vedere salire sul ring Roberto Morassut, Assessore all’Urbanistica, per ricevere una targa ricordo fa un certo effetto, ma pian piano ci stiamo abituando godendo di questa rinascita, targata BBT, della boxe romana e poter dire un giorno come nei mitici anni ’60 “Io c’ero”.
La riunione comincia cronometrica alle 20,30 alla presenza di Enza Jacoponi, Segretario EBU, e Antonio Del Greco, Vicepresidente Vicario della Federazione, e di Gualtiero Becchetti, che consegnerà sul ring per la WBA la Cintura di Campione Intercontinentale. I primi a salire sul quadrato sono i dilettanti. Buccheri, beniamino di Casalbruciato, e l’abruzzese Di Monte. L’allievo di Rossi e Ceccardi ha il professionismo nel sangue, sembra imminente il suo passaggio nelle fila della BBT, e lo dimostra muovendosi con agilità e con perfetta scelta di tempo. Di Monte, più alto, per due round è soggiogato dall’abilità del suo avversario,che negli altri due round cala di ritmo, soprattutto per un peso abbondante che non è il suo. Per assegnare il verdetto a Buccheri non ci sono problemi.
Il ringannouncer Valerio scandisce il primo match tra professionisti. “Chico” Califano ha ormai innumerevoli ammiratori. Ragazzo, di poche parole, sul ring è spietato. La boxe è il suo pane quotidiano e il suo mestiere. Lo dimostra facendo spiovere al corpo e al volto di Wladimir Borov mazzate paurose. Il gancio sinistro fa subito bingo e il bulgaro si adagia al tappeto come uno straccio. Si rialza a fatica Borov ma Califano manca della freddezza necessaria per finirlo. Borov fa di saggezza virtù e pedala all’indietro girando attorno al ring. Il bulgaro forse capisce che terminare sconfitto ai punti con questo Califano è già un successo. L’allievo di Piatti pian piano aumenta il suo repertorio: oltre al gancio, sia con il destro che con il sinistro, abbiamo intravisto un montante con traiettoria corta niente male. Borov “viaggia” e lega, è evidente che la sua meta è arrivare al termine e lo fa subendo anche un richiamo.
Una riunione con 5 romani( considerando anche i dilettanti) è un richiamo di abbondanza per la capitale del ring. Tocca quindi ad Adriano Cardarello, il cucciolo di San Basilio coi suoi 21 anni, anche se ormai si sta abituando al titolo di Wonder Boy. Il ragazzo ha di fronte un francesino, Benjamin Carlier, niente male. L’allievo di Carlo Maggi prova a scardinarne la difesa a riccio con colpi chirurgici al corpo. Il transalpino si muove bene sul ring e prova a reagire passando sotto il jab di Cardarello, il quale capisce che forse è meglio non avventurarsi in scambi pericolosi e portarsi a casa la quinta vittoria.
E’ la volta quindi del primo dei due match clou. Giorgio Marinelli affronta Peter Semo, pugile dell’ Uganda, con tessera svedese. Si dice un gran bene di questo Semo e il ring diventa un libro aperto appena inizia il match. Il negro si muove bene accompagna i colpi con il movimento della spalla, porta un ottimo sinistro di rottura, mentre il destro lo veste con un abito da sera in attesa del momento opportuno. Giorgio prende il centro del ring e lo pressa sparando colpi isolati alla ricerca del punto debole. Nel secondo round il pugile di Torre Angela parte con il montante sinistro e prova a forzare l’andatura. Nel quarto round Marinelli carica i suoi colpi concentrandosi al corpo dell’avversario. Intanto emerge la prima verità: Peter Semo incassa molto bene e lo dimostra con l’imperturbabilità del proprio volto. Marinelli inizia il quinto round facendosi il segno della croce. Un suo destro sorprende Semo e c’è uno scambio mozzafiato che fa scattare in piedi il pubblico. Il pugile ugandese impone maggiore continuità ai suoi colpi e guadagna un po’ di terreno perduto. Il match è equilibrato, non sfugge il fatto che i due si rispettino per cui diventa una partita dove l’errore può essere fatale. Nel decimo round il gancio corto di Marinelli trova la traiettoria giusta e Semo dà un piccolo segno di insofferenza. Nell’ultimo round Marinelli spezza l’iniziativa di Semo con una raffica di jabs. Sul verdetto, anche se il match è stato equilibrato, sono in pochi a dubitare. La lettura dello speaker Valerio è inequivocabile: Poppi 115 a 113 per Marinelli, Carrozza 116 a 113 per il nostro, mentre Jan Teleki spara un 119 a 111 per Marinelli che sinceramente non ha né capo né coda. Quello di ieri sera senz’altro non è stato il miglior Marinelli, ma forse ciò è proporzionato alla pericolosità di questo Semo, che ha lasciato una buona impressione. Oltrettutto a fine match il giovane ha confessato di aver avuto a partire del 5 round la spalla in disordine. Dopo la lettura Gualtiero Becchetti consegna la bella Cintura WBA, il campione Intercontinentale dei superleggeri è Giorgio Marinelli, che viene issato e portato in trionfo dai suoi fans di Torre Angela.
La chiusura è affidata al match tra Daniele Petrucci e Toni Lauri. Accompagnano il pugile di San Basilio l’inossidabile Carlo Maggi e l’onnipresente Sergio Calì; Lauri è invece accompagnato dal fratello Giuseppe, dal padre e dal procuratore Salvatore Cherchi. Il pugile di Tradate ha nel Palazzetto un bel numero di tifosi che si fanno sentire. In palio è il titolo dei welter per l’Unione Europea, ma soprattutto quello che conta è la sfida tra italiani che tanto piace alla gente. Inizia bene Petrucci: i suoi colpi corti sorprendono con una traiettoria precisa l’avversario che però nel finale risponde per le rime. Il match mantiene tutte le aspettative un montante e un gancio sinistro del romano vanno a segno. Segue un violento scambio a cui fa da cornice il gancio destro di Lauri, ripagato con identico colpo da Petrucci. I colpi sono pesanti e c’è la sensazione che il match non veda il termine delle 12 riprese. Sic est…Nel terzo round in uno scambio feroce le due teste s’incrociano accidentalmente. I due pugili sono segnati, ma dall’occhio sinistro di Lauri il sangue scorre come da una fontanella. L’arbitro Barrovecchio fa intervenire il dottor Ricagni, la cui mimica facciale è inequivocabile per designare la fine del match. Non c’ è attesa spasmodica per il verdetto che è un pari tecnico. La poltrona UE dei welter è ancora vuota. La macchina organizzativa si dovrà rimettere in moto per un altro match tra Petrucci e Lauri.
RISULTATI
Dilettanti
Mediomassimi: Buccheri (Casalbruciato) b. Di Monte (Abruzzo).
Professionisti
Superwelter: Adriano Cardarello (BBT – kg. 69,900) b. Benjamin Carlier (Francia – kg. 67, 600) a.p. 4. Leggeri: Simone Califano (BBT – kg. 60,400) b. Wladimir Borov (Bulgaria – kg. 60,600) a.p. 6. Intercontinentale WBA superleggeri: Giorgio Marinelli (BBT – kg. 63,240) b. Peter Semo ( Uganda – kg. 63,460) a.p. 12 (Arbitro Quartarone). Titolo UE welter: Daniele Petrucci (BBT – kg. 66,300) e Antonio Lauri (OPI 2000 – kg. 66,140) pari tecnico 3 (Arbitro Barrovecchio M.).
Arbitri: Barrovecchio R. (c.r.), Lamusta, Marzuoli, Quartarone, Barrovecchio M., Poppi, Carozza, Teleki, Cavalleri.
Medici: dott. Italo Guido Ricagni, dott. Emiliano Bonann.

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Conto alla rovescia per il “Big Event” del 24 novembre.
Il conto alla rovescia si sta trasformando in ore e sabato 24 alle 20,30 come scandisce Valerio, il ringannouncer, “Inizia la battagliaaaaaaa….”. Lo scenario ancora una volta sarà il Pala Tiziano e l’organizzatore neanche a dirlo ancora una volta è Davide Buccioni che presenta il “Big Event” con due grandi protagonisti: Daniele Petrucci e Giorgio Marinelli. I due pugili romani si batteranno per la conquista di due titoli contro avversari di tale valore da superare l’etichetta del titolo stesso. Il primo affronterà Antonio Lauri per sedersi sul trono dei welter dell’ Unione Europea, il secondo se la vedrà con Peter Semo per l’Intercontinentale WBA dei superleggeri.
“Bucetto” Petrucci, seguito a ritmi serrati da Carlo Maggi e Sergio Calì, ha svolto una preparazione durissima come hanno potuto vedere i suoi innumerevoli sostenitori di San Basilio. Il giovane, sa dall’alto dei suoi 19 ( 8 per ko) match vittoriosi, di giocare la sua credibilità conquistata mattone su mattone per porre le fondamenta di una quotazione che lo ha collocato nelle primissime posizioni della classifica europea, anticamera di quella mondiale dove il giovane ha scalato posizioni su posizioni. A mettergli il bastone tra le ruote c’è Antonio “The ruler” Lauri ( + 29, 10 per ko, - 4, = 2), 28 anni, di Tradate proveniente da una famiglia”pane e ring” a cominciare dal fratello Giuseppe che il titolo dell’ Unione Europea ce l’ha già in tasca per quanto riguarda la categoria dei superleggeri, e che per una curiosa bizza del destino dovrà difendere proprio da Giorgio Marinelli, altro protagonista della serata romana. Il pugile di San Basilio si sta abituando a sostenere esami durissimi: dopo Giammarco Grassellini e Cristian De Martinis c’è questo Lauri, senz’altro il più pericoloso per potenza e tecnica, che scenderà dalla sua Tradate deciso a rimettere in discussioni le sue aspirazioni europee dopo la sfortunata prova con Frederick Klose.
Giorgio Marinelli ( + 17, 9 per ko, - 1, = 1) lo ha detto ai quattro venti che vuole chiudere il 2007 con titoli d’oro zecchino per giustificare i suoi grandi sacrifici per rimanere nei limiti dei superleggeri. Davide Buccioni ha raccolto i suoi desideri trovandogli questo Peter Semo, 25 anni, imbattuto (+ 16, 11 per ko), nato in Uganda e stabilitosi a Stoccolma per essere lanciato nel mondo della boxe. Il negretto, soprannominato “Boyz Boyz”, ha per certi versi caratteristiche simili a Marinelli dove la fantasia lascia il posto alla potenza e allo scambio serrato. Il match si presenta duro e difficile per il nostro “White Shark” e il pubblico sarà testimone di un grande spettacolo che ci riporterà indietro con la memoria agli anni ’60-’70. Quello contro Semo diventa il primo passo in attesa della sfida con Giuseppe Lauri detentore della corona UE, che dovrebbe, se tutto va bene, spalancare le porte della celebrità che conta. A Torre Angela, come a San Basilio, non si parla d’altro dimostrando che la boxe, grazie alla pervicace tenacia organizzativa di Buccioni, è tornata ad essere argomento di routine alla stessa stregua del calcio.
La BBT non si accontenta di presentare un clou coi fiocchi rappresentato dalla bellezza di 24 round suddivisi in due titoli, ma c’ è anche un sottoclou che promette scintille. Per Simone Califano (+ 7, 4 ko) l’organizzatore non ci è mai andato tenero nella ricerca degli avversari avendo cieca fiducia nel fighter del Tufello. Per Simone la fantasia non ha svolto voli pindarici nell’affibbiargli il nickname “Chico”, ma ha colto nel segno avvicinandolo ai pugili messicani che sul ring diventano spietati nella ricerca di abbattere chi gli sta di fronte. L’ avversario di turno è un bulgaro di 31 anni, si tratta di Wladimir Borov ( + 16, -38, = 1), grande esperienza internazionale radicata sui ring di tutta Europa (in Italia è stato strenuo avversario di Lauri e Morra) contro avversari di primo piano. Il passo a prima vista sembrerebbe più lungo della gamba, ma Califano ci ha abituato ad essere smentiti.
A San Basilio Petrucci sta in buona compagnia con Adriano Cardarello ( + 4), 21 anni, un giovanissimo superwelter che fa sognare per il suo modo di interpretare la boxe, ma soprattutto per il suo carattere forte e la sua potenza. Se la vedrà con un esordiente proveniente dalla Francia ma da non sottovalutare, come del resto tutti i pugili transalpini, avendo svolto da dilettante un’ ottima carriera che lo ha portato ai vertici.
La serata sarà aperta, com’ è consuetudine dell’ organizzatore, da un match dilettantistico che vedrà in azione i mediomassimi Buccheri (Casalbruciato), diventato un habitué delle riunioni miste) e Di Monte (Abruzzo). Ci sono comunque in serbo alcune sorprese a cominciare dalla presenza quasi garantita di noti personaggi come Giorgio Pasotti, Adriana Volpe, Filippo Magnini (nuoto), Zibì Boniek, Stefano Masciarelli, Marco Del Vecchio (calcio), ma la lista è destinata ad aumentare sensibilmente. Dalla bacchetta magica di Davide Buccioni esce anche, preparata dall’ “Ufficio Stampa della FPI” un’ incredibile mostra fotografica intitolata “La BBT racconta…”, una preziosa documentazione illustrativa della storia di questa società dalla nascita nel 2004 ad oggi.
Nel frattempo la boxe romana sta conquistando ampi spazi nella televisione. Giovedì 22 novembre Giorgio Marinelli, accompagnato dal presidente della BBT Davide Buccioni, sarà ospite della trasmissione "Unomattina" in onda su Raiuno, intervistato da Luca Giurato tra le 9 e le 10. Stasera inoltre sul Canale Teleroma 56 inizia la trasmissione "Boxing Box ", che avrà cadenza settimanale ogni martedì, ideata e creata da Davide Buccioni in collaborazione con Marco Zonta, che ne sarà anche il conduttore. La "scatola della Boxe" come prima puntata si soffermerà sull'evento del 24 novembre al Palazzetto dello Sport ospitando i due pugili protagonisti della serata: Giorgio Marinelli e Daniele Petrucci.
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Nelle finali del Torneo di Latina conferme e volti nuovi.
Ieri nella bella palestra dell ‘ITIS Marconi si sono disputate le finali di un Torneo Interregionale Cadetti e Juniores che ha avuto il pregio di mettere in evidenza volti nuovi e ragazzi interessanti. La manifestazione, organizzata dalla Parisi Boxe ha avuto inizio alle 15 cominciando dagli juniores con il match tra Scala e Canu. Inizia bene il pugile laziale che appare più intraprendente. A partire dal secondo round i colpi dritti di Canu, più alto, creano uno sbarramento che frena Scala. Nel quarto round il match si scalda con duri scambi e un bel destro del pugile ciociaro non evita la sconfitta di stretta misura. Biagiotti, guardia destra, un perfetto binomio di tecnica e aggressività, ha il suo bel daffare per tenere a bada Vaccarella con il quale intraprende duri scambi dalla corta distanza. A partire dal terzo round Vaccarella, che tra l’altro subisce anche un richiamo, perde terreno e match pur costringendo il romano a un ritmo proibitivo. Il siciliano Crivello raccoglie i frutti del lavoro in Nazionale e mette in evidenza i suoi notevoli miglioramenti. Sonnino, pugile riflessivo e buon tecnico, non riesce a frenare l’allievo di Conti che conquista il centro del ring per portare le sue serie di una certa consistenza. Tra Spada e Bucello si disputa un match per palati fini. Il laziale ha un’incredibile padronanza del ring ma il suo avversario non si lascia intimorire cercando lo scambio ravvicinato. Nel terzo round Bucello viene contato e nell’ultimo costringe Spada ad uno scambio frenetico che strappa gli applausi del pubblico. Per Spada, buon cognome non mente, un’altra prestazione di rilievo con vittoria d’obbligo. Angelocore è un giovane che attacca e sa pedalare all’indietro quando occorre, ma stavolta di fronte a D’Antoni non ha trovato le soluzioni adatte per evitare la pressione a cui è stato sottoposto. Un match comunque di buona levatura siglato dalla vittoria di D’Antoni. Colantoni e Cutispoto sono due medi dal fisico possente che fanno della forza il loro credo. I due viaggiano su un binario di perfetto equilibrio rotto al quarto round da un destraccio di Colantoni che costringe al conteggio Cutispoto con relativa sconfitta di misura. Fiori contro Corallo mette in vetrina tutte le sue belle qualità. Parliamo di un mediomassimo che oltre a una perfetta scelta di tempo possiede velocità e discreta potenza come ha potuto testimoniare Corallo contato sul finire del terzo round dopo aver subito una dura serie.
Tocca quindi ai cadetti con la bella sfida tra Minardi e Licheri. Il primo cerca di imporre la propria aggressività al sardo che lo infila coi suoi colpi dritti. Nel finale cala Minardi, che diventa più impreciso, e Licheri accumula punti preziosi per vincere. Non è facile tenere a freno una furia come Mauro, Corso ci prova in tutti i modi ma paga pegno nell’ultimo round dove ha la peggio in un duro scambio. Cenciarelli è un altro dei pezzi pregiati del boxing giovanile del Lazio. Miano ha cercato di replicare alle bordate del guardia destra romano ma siamo su un ritmo proibitivo. Per il siciliano rimane dopo la sconfitta solo la soddisfazione di una bella prestazione. Tra Natalizzi e Corso si è disputato un match lampo. I due si scambiano una serie veloce nella quale ha la peggio Corso che va al tappeto con la mascella dolorante e termina il match.
Alla manifestazione erano presenti il Consigliere Federale Marcello Stella, Flavio D’Ambrosi, presidente del Comitato Laziale, e Giuseppe Molinari, fresco di nomina come delegato della provincia di Latina, i quali si sono alternati nelle premiazioni con il fratello di Elio Ianiri a cui è dedicato il Memorial. Il Lazio è stata la regione prima classificata seguita a ruota dalla Sicilia e Sardegna. Ci sono stati premi per tutti a cominciare da Fiori e Spada, per quanto riguarda i pugili per finire coi maestri Mura, Conti e Melluzzo.
Nel Torneo come spesso accade ci sono stati anche i vincitori senza combattere essendo unici iscritti nella loro categoria. Tra i Cadetti hanno scritto il loro nome sull’albo: Cappitta (50 kg. – Sicilia), Rosciglione ( 80 kg. – Sicilia), Vitrano ( 86 kg. – Sicilia) e Federici ( 96 kg. – Lazio). Tra gli Juniores hanno passato il turno senza colpo ferire: Miano A. (48 kg. – Sicilia) e Soggia (91 kg. – Lazio).
RISULTATI
Cadetti
52 kg. – Licheri (Sardegna) b. Minardi (Sicilia).
54 kg. – Mauro (Lazio) b. Corso D. (Sicilia).
57 kg. – Cenciarelli (Lazio) b. Miano (Sicilia).
60 kg. – Natalizzi (Lazio) b. Corso A. (Sicilia) ko 1.
63 kg. – Candio (Lazio) b. Dugo (Sicilia) wo.
69 kg. – Roveto (Sicilia) b. Di Luca (Lazio) wo.
Juniores
Gallo: Canu (Sardegna) b. Scala G. ( Lazio).
Piuma: Biagiotti (Lazio) b. Vaccarella (Sicilia).
Leggeri: Crivello (Sicilia) b. Sonnino M. (Lazio).
Welter: Spada O. (Lazio) b. Bucello ( Sicilia).
Superwelter: D’Antoni ( Sicilia) b. Angelocore ( Lazio).
Medi: Colantoni (Lazio) b. Cutispoto (Sicilia).
Mediomassimi: Fiori (Lazio) b. Corallo (Sicilia).
Commissione Tecnica: Renzo Frisardi
Giuria d’Appello: Albino Foti.
Arbitri: Mollicone M., Busi, Mocerino, Brandino, Montanini.
Medico: dott. Emiliano Bonanni, dott. Andrea Fabricatore

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A Latina apertura coi Cadetti e finale pirotecnico con De Carolis.
Una lunga giornata di boxe con inizio alle 18 ha visto salire sul ring dalle giovani promesse del Torneo Interregionali ai seniores, per finire con l’esordio scoppiettante al professionismo di Giovanni De Carolis, un bum bum che apre nuovi orizzonti tra i professionisti. Il tutto ha portato la firma di Mirko Parisi e la sua società omonima di Latina. La bella palestra della ITIS Marconi ha fatto da scenario a questo importante avvenimento reggendo bene l’impatto di una giornata faticosa, ma densa di soddisfazioni dove si sono alternati tra i vari intervalli esibizioni di danza del ventre, delle Majorettes Blu Twirling e di due scatenate brasiliane. La serata era completamente dedicata a Giovanni Parisi, zio dell’organizzatore, che però è arrivato alla fine, ma la sua presenza servirà a dar lustro alla seconda fase odierna delle finali che inizierà alle ore 15. Il suo posto visivamente ieri è stato preso da un altro campione: parliamo di Domenico Spada che ha polverizzato in Germania il turco Alpaslam Aguzum in un batter di ciglia ed è pronto per una sfida europea alla quale si affiancherà quella mondiale con il tedesco Sylvester.
Sono le Semifinali del Torneo Interregionale dei Cadetti e degli Juniores a tener banco nella giornata di ieri. Nella categoria dei 52 kg. Rosi, volto da bambino, ha grinta da vendere e ce la mette tutta per battere il sardo Licheri, che sfrutta bene il suo allungo superiore portando colpi dritti e precisi che stoppano sul nascere le idee bellicose del pugile romano. Il verdetto va a Licheri, ma anche il suo avversario riceve la sua bella dose di applausi. Tocca al piuma Mauro vendicare la sconfitta del romano. L’allievo di quella “montagna” che risponde al nome di Pio Ciotoli aggredisce per tre round Fonsa, altro pugile sardo proveniente dall’inesauribile vivaio della B.C. Porto Torres M. Solinas. Tre riprese condotte senza un attimo di sosta che vedono il pugile di Ceccano passare agevolmente il turno. Cenciarelli, pur giovanissimo, ha già una sua quotazione che ha varcato i confini nazionali. Falchi, anche lui molto promettente, sa che sul piano fisico non può reggere la foga del romano. Il sardo gira al largo e prova a piazzare colpi di disturbo, che non bastano certo per impedire la vittoria dell’allievo di Vagni e Carice, grande favorito.
Tocca quindi a due semifinali tra gli juniores. Nei medi il sardo Mura, un cognome che segna una gloriosa tradizione, inizia bene contro il siciliano Cutispoto. Con il passare dei minuti però Mura si disunisce e dal terzo round cala facendosi sorprendere da colpi isolati dell’avversario. Un match equilibrato anche nei richiami ufficiali, uno per ciascuno, ma per il guardia destra sardo l’esame è rimandato, mentre il siciliano viene promosso in finale. Nei mediomassimi Simone Fiori sostituisce per il Lazio Mirko Ricci infortunatosi in allenamento. A contrastare il quotato pugile di Setteville c’è il solido e potente Manunta, anche lui proveniente dalla “Task Force” di Porto Torres guidata da Alberto Mura. Il match appaga in pieno le esigenze dello spettacolo. Fiori viaggia su un terreno minato quando accetta gli scambi con il sardo. Il match equilibrato cambia fisionomia dal terzo round a cominciare da un duro scambio alle corde. Il pugile laziale sembra prendere le misure con i suoi colpi dritti e per Manunta, tra l’altro segnato al volto, non c’è altro da fare che raccogliere gli applausi insieme al suo vincitore.
Con le semifinali del Torneo Interregionale si chiude la prima riunione della giornata per lasciare spazio ad una mista con il match clou di professionisti. Aprono le ostilità gli juniores Rastelli e Gervasi che, dopo una prima ripresa condotta a ritmi proibitivi, a partire dalla seconda devono prendere boccate d’ossigeno legando oppure in alternativa facendo partire colpi larghi che perdono d’ efficacia. Rastelli, beniamino di casa, ottiene per una maggiore precisione il verdetto. Naccarati parte in tromba e sorprende Amoruso che nella seconda ripresa viene pure contato. Nel terzo round il match si fa equilibrato e i due viaggiano sullo stesso binario facendosi sorprendere dal gancio destro dell’avversario. Nell’ultimo round la stanchezza attanaglia le gambe di Naccarati che si lascia sorprendere dal più fresco Amoruso che agguanta il pari anche nel conteggio fatto subire al pugile di Latina. Esposito, pugile elettrico, si lascia sorprendere dalle staffilate di Delgado, che tra l’altro non sono carezze. Esposito impone come al solito un ritmo inesauribile, ma nell’occasione trova pane per i suoi denti e si deve accontentare di una vittoria di misura. Tra Marchetti e Di Biagio il match dura poco. Bastano due round a Di Biagio che porta vagonate di colpi, sia pure larghi, per avere ragione del pugile della Colombo, infortunatosi alla mano, che non trova soluzioni da opporre all’aggressività dell’avversario.
Conclude la serata il match dei professionisti. Giovanni De Carolis opposto allo slovacco Tomcany conferma che le speranze riposte su di lui hanno basi solide come i suoi pugni. L’ allievo di Mattioli e Ascani non cambia il suo clichè partendo come una furia contro malcapitato avversario. Tomcany, al quale bisogna dare atto di un buon coraggio, in qualche occasione cerca anche di replicare, ma dimostra che le sue armi di fronte allo scultoreo medio della Team Boxe Roma XI sono spuntate. Quando parte da lontano De Carolis sono dolori, il suo destro è una mazzata e in alcune occasioni lo abbiamo visto sollevare di peso il suo avversario, al quale unica ratio rimane l’assoluto bisogno di accorciare la distanza e poter legare. Tutto questo non impedisce a Tomcany di finire al tappeto e di essere contato due volte. Nel round seguente le cose non cambiano e dopo tre conteggi l’arbitro Marzuoli s’interpone tra i due e decreta il kot. Bisogna ammettere che il “Brad Pitt” della Montagnola ha destato un’ottima impressione. Qualcosa c’è da limare, d’altronde ha al suo attivo solo 28 match da dilettante,ma quando la sua aggressività verrà disciplinata e alla sua indubbia potenza unirà anche l’intelligenza pugilistica non è difficile prevedere un futuro roseo per lui e un valore aggiunto per la boxe italiana.
RISULTATI
Torneo Cadetti
52 kg. – Licheri (Sardegna) b. Rosi (Lazio).
54 kg. – Mauro (Lazio) b. Fonsa (Sardegna).
57 kg. – Cenciarelli (Lazio) b. Falchi (Sardegna).
Torneo Juniores
75 kg. – Cutispoto (Sicilia) b. Mura R. (Sardegna).
81 kg. – Fiori (Lazio) b. Manunta (Sardegna).
Fuori Torneo
Juniores – Medi: Gervasi (Parisi Boxe) b. Rastelli ( (Fitness&Fun).
Seniores- Welter: Esposito (Dubla Boxe) b. Delgado (Nettunese); Di Biagio (Laima Team) b. Marchetti (Colombo) rsch 2. Mediomassimi: Naccarati (Parisi Boxe) e Amoruso (Abruzzo) pari.
Professionisti
Medi: Giovanni De Carolis (Chiavarini) b. Marian Tomcany (Slovacchia) kot 2.

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